Il campo magnetico della Terra
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Il nucleo della Terra

 

Struttura interna della Terra

Il modo in cui le onde sismiche si diffondono ci dicono che la Terra ha al suo centro un  denso nucleo fluido,di raggio uguale a circa metà di quello della Terra, e all'interno di questo, un nucleo solido. Si ritiene comunemente che questo nucleo sia fatto di ferro fuso, forse unito a nichel e zolfo. La densità sembra appropriata, ed il ferro, che tra tutti gli elementi ha il nucleo più stabile, è abbondante nell'universo.
Esso è concentrato nel nucleo della Terra perché è pesante. L'energia associata al magnetismo della Terra sembra provenire dai moti fluidi del nucleo, dal flusso circolante che provvede all'emissione del calore ivi prodotto.
Gli scienziati non sono ancora sicuri sulla causa che produce il calore nel nucleo della Terra.Potrebbe provenire da una parte del ferro che diventa solido e raggiunge il nucleo più interno, o forse è generato dalla radioattività, come il calore della crosta terrestre.
Il flusso è molto lento, e l'energia coinvolta è solo una piccola parte dell'energia termica racchiusa nel nucleo. Così si pensa che il metallo fuso sia in movimento.
Muovendosi attraverso il campo magnetico esistente, esso crea un sistema di correnti elettriche che si diffondono attraverso il nucleo, qualcosa di simile alla dinamo a disco di Faraday.
Le correnti generano un campo magnetico, una distribuzione di forze magnetiche, e l'essenza del problema della dinamo che si autoalimenta è trovare soluzioni tali che il campo magnetico risultante sia anche il campo richiesto per generare la corrente precedente.

 

La convezione nel nucleo e la dinamo geomagnetica

 

Le registrazioni paleomagnetiche indicano che il campo geomagnetico è esistito per almeno tre miliardi di anni.
Comunque, in base alle dimensioni ed alla conduttività elettrica del nucleo della Terra, il campo, se non fosse continuamente rigenerato, si estinguerebbe in circa 20.000 anni soltanto, poiché la temperatura del nucleo è a troppo alta per consentire un magnetismo permanente.
Inoltre le registrazioni paleomagnetiche mostrano che le polarità del campo geomagnetico si sono invertite diverse volte nel passato, al ritmo medio di circa 200.000 anni tra le inversioni, con eventi singolari di inversione verificatisi solo dopo circa duemila anni.

Queste osservazioni conducono all’ipotesi di un meccanismo all’interno della Terra che genera continuamente il campo magnetico.

Si è a lungo ipotizzato che questo meccanismo fosse una dinamo convettiva che opera nel nucleo fluido esterno della Terra,che circonda il suo nucleo interno solido, entrambi costituiti di ferro.Il nucleo interno solido è approssimativamente delle dimensioni della Luna ma alla temperatura della superficie del Sole.
Si ritiene che la convezione nel nucleo fluido esterno sia guidata sia dalle sorgenti termiche che dalle spinte idrostatiche che
si producono al confine del nucleo interno quando la Terra si raffredda
leggermente ed il ferro, nella lega fluida ricca di ferro, si solidifica sul
nucleo interno liberando calore latente ed il costituente leggero
della lega.

 

Queste forze idrostatiche fanno risalire il fluido e le forze di Coriolis, dovute alla rotazione della Terra, producono un moto elicoidale del fluido.Presumibilmente questo moto del fluido intreccia e taglia le linee di campo magnetico, generando un nuovo campo magnetico che va a sostituire quello che si è disperso.
 Finora non esistevano modelli dinamicamente dettagliati e coerenti che dimostrassero o spiegassero perché il campo geomagnetico avesse una tale intensità, una struttura fortemente dipolare con un asse allineato con l’asse di rotazione della Terra,una struttura di campo non dipolare che varia in una scala temporale da dieci a cento anni e perché il campo occasionalmente subisse inversioni dipolari.

Il modello di Glatzmaier-Roberts

 

 

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Rappresentazione delle linee di campo nel nucleo terrestre

 

Simulazione dello spostamento delle linee di campo magnetico secondo il modello di Glatzmaier-Roberts

Per verificare l’ipotesi della dinamo convettiva, nel 1995 è stato sviluppato il primo modello matematico coerente, il modello di Glatzmaier-Roberts, che
simula la convezione e la produzione di un campo magnetico in un nucleo
fluido esterno che circonda un nucleo interno fluido con le dimensioni,la velocità di rotazione, il flusso di calore e (per quanto possibile) le proprietà dei materiali del nucleo della Terra.
Le equazioni così ottenute sono state risolte ripetutamente, facendo avanzare la soluzione dipendente dal tempo di 20 giorni alla volta nel passato, con l’uso dei potentissimi calcolatori dei  Laboratori Nazionali di Los Alamos  e del Pittsburgh Supercomputing Center che hanno lavorato in parallelo per circa un anno.
Il campo magnetico così simulato ha una intensità ed una struttura dominante dipolare che è molto simile a quella della Terra ed una deriva verso est della struttura non dipolare che è essenzialmente la stessa di 0,2 gradi/anno misurata sulla Terra.
Questa soluzione dimostra che l’influenza della rotazione della Terra sulla convezione nel nucleo fluido esterno è responsabile di questa struttura di campo magnetico e della dipendenza dal tempo.
E’ stata confermata inoltre l’inversione di campo in un periodo di poco più di cento anni, circa 36.000 anni fa.
L’intensità del momento magnetico dipolare diminuì di circa un fattore dieci durante l’inversione e si ricostituì subito dopo, come si osserva nelle registrazioni paleomagnetiche delle inversioni polari
La soluzione di Glatzmaier- Roberts mostra come la convezione nel nucleo fluido esterno cerchi continuamente di invertire il campo ma il nucleo solido interno impedisce le inversioni magnetiche perché il campo nel nucleo interno può variare solo per diffusione su una scala di  tempo molto più lunga.
Solo una volta su tanti tentativi l’inversione ha successo, il che è probabilmente il motivo per cui i tempi tra due inversioni del campo della Terra sono lunghi e distribuiti casualmente.
Una parte del modello numerico tiene conto della velocità di rotazione del nucleo solido interno relativamente alla superficie, che varia in accordo al momento applicato al nucleo interno dal campo magnetico generato.Il modello mostra che il campo unisce il nucleo interno al fluido che si muove intorno ad esso verso est, mantenendolo in co-rotazione.
Questo modello è analogo ad un motore elettrico sincrono per cui il campo, trasportato verso est dal fluido, agisce come il campo rotante nello statore ed il nucleo interno agisce come il rotore.
Il nucleo interno in questa simulazione ruota tipicamente tra 2 e 3 gradi di longitudine all’anno più velocemente del mantello solido e della superficie, e questa previsione è stata confermata successivamente da più accurati studi sulle serie sismiche passate.

 

Una rappresentazione della regione (gialla) dove il moto del fluido è maggiore. Il confine nucleo- mantello è la rete azzurra; il confine del nucleo interno è la rete rossa.Grandi flussi locali (verso est vicino al nucleo interno e verso ovest vicino al mantello) esistono su un immaginario “cilindro tangente” dovuti agli effetti della forte rotazione, bassa viscosità del fluido, e alla presenza del nucleo solido interno dentro al guscio sferico del nucleo fluido esterno.

 

Problemi aperti

1.Se il campo magnetico esiste a causa del moto del fluido nel nucleo esterno, il campo dovrebbe avere una vita limitata. Quando la Terra si raffredderà al punto che l’intero nucleo diventi solido, il campo si estinguerebbe in circa 10.000 anni. Se ciò accadrà mai è tuttavia ignoto perché il Sole potrebbe passare attraverso lo stadio di Supernova prima che questo accada, rendendo la questione del tutto accademica.
2.La zona fluida nella Terra esiste a causa delle dimensioni della Terra. E’ necessario un lungo tempo affinchè un grande corpo si raffreddi.Un piccolo pianeta, per esempio Mercurio, deve essersi raffreddato molto tempo fa; non dovrebbe avere un nucleo freddo. Esso ha tuttavia un debole campo magnetico e la sonda Galileo ha determinato che anche la luna di Giove, Ganimede, possiede un debole campo magnetico. Forse il raffreddamento non procede in questi corpi nel modo che immaginiamo (se è così, essi possono contenere zone fluide), o forse esiste un altro modo per conservare un campo magnetico.

 

Il modello di Glatzmaier-Roberts ha ottenuto una recente conferma dagli esperimenti condotti presso il Politecnico di Karlsruhe.

 

Per approfondimenti, consultare gli articoli allegati.

Ultima revisione :22/08/2002                         MAPPA